Classifica post-lockdown: Dea prima. Guidolin spiega il campionato pazzo

Francesco Guidolin (Ansa)

L’Atalanta è imbattibile, il Milan va fortissimo. Il tecnico veneto: “Situazione mai vissuta prima, determinante il lavoro dello staff. E anche gli stadi deserti influiscono”

L’Atalanta vola nel post-lockdown, ma anche il Milan va fortissimo: 15 punti (5 vittorie su 5 partite) per i bergamaschi e 13 (4 vittorie e un pareggio) per i rossoneri. Altre squadre invece arrancano. La Juve è a 12 (4 vittorie e una sconfitta), l’Inter a 10 (3 vittorie, un pareggio e una sconfitta), il Napoli a 9 (3 vittorie e una sconfitta), la Lazio appena a 6 (2 vittorie e 3 sconfitte), la Roma soltanto a 3 (una vittoria e tre sconfitte). Esiste un perché, una spiegazione al fatto che una squadra abbia un rendimento migliore delle altre? Lo abbiamo chiesto a Francesco Guidolin.

“Difficile dare una spiegazione valida – spiega il tecnico veneto – perché è una situazione mai vissuta prima: dopo 100 giorni d’inattività più o meno totale ci si gioca tutto in 40 giorni. I giocatori, che arrivano da ogni parte del mondo, nel lockdown si sono allenati in vario modo: sui tapis-roulant, all’aperto, in cantina o nei garage anche in base al posto dove si trovavano. La loro condizione alla ripresa era quindi differente. Le squadre poi, per affrontare quello che io chiamo un mini-torneo, si sono trovate che alla ripresa non potevano affrontare una preparazione graduale come quella solita, di luglio. In una situazione così è evidente che lo staff, inteso in senso globale ovvero allenatore, preparatore, medico, fisioterapista, non può sbagliare nulla. Tra una partita e l’altra non c’è l’allenamento classico ma sedute basate sul recupero. Importante è sapere ricaricare le pile anche dal punto di vista nervoso”.

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